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domenica 6 giugno 2010

Amos Oz, scrittore, Israele


L'intervento è datato 1 giugno, è apparso sul New York Times e di Oz, scrittore israeliano tradotto in gran parte del pianeta, conserva il senso e il tono di altri suoi interventi sulla questione palestinese. Realistici, pragmatici, privi di enfasi ideologiche e orpelli nazionalistici. Da leggere, come i suoi libri sassosi di brezze millenarie.

domenica 30 maggio 2010

Corrado Augias, giornalista e scrittore, Italia

Un commento di Moni Ovadia su L'Unità, che si riferiva al mese di interruzioni di tramissioni politiche prima delle ultime elezioni regionali, mi ha spinto a cercare la dichiarazione di Corrado Augias in apertura di trasmissione su Rai3 dell'8 marzo 2010, che non avevo ascoltato per lunga, ormai, desuetudine al piccolo schermo. Da inserire in raccolta, per la brevità*, l'esattezza e la molteplicità.

*modifico liberamente la rapidità di Calvino, pretendendo di averne colto il senso

sabato 29 maggio 2010

Boris Pasternak, poeta e scrittore, Russia


Voi siete sin da ora invitato alla mia fucilazione
(Boris Pasternak a Sergio D'Angelo, maggio 1956,dopo avergli consegnato il manoscritto del Dottor Zivago per Giangiacomo Feltrinelli)
Nei quattro anni successivi cultura e storia hanno innescato collisioni memorabili. E fatali. Forse vale la pena farsi raccontare di nuovo com'è andata, poi staccare di nuovo gli occhi dallo schermo e continuare a cercarsi attorno.
Prigioniero del Tempo, di Stefano De Luca su Instoria n.29, ottobre 2007

Un povero attore (Elio Germano)



Sinossi: un giovane attore vince il premio per la migliore interpretazione maschile ad uno dei più prestigiosi festival del cinema del continente. Dal palco della premiazione, l'attore ringrazia chi ha creduto nel film e chi nel suo paese lavora sodo nonostante la classe dirigente. L'intervento, trasmesso in leggera differita dal telegiornale pubblico più popolare del paese, viene però inaspettatamente insonorizzato e tagliato, per riapparire una manciata di minuti più tardi e in più angolazioni su youtube. Prevedibili le generali accuse di oscurantismo a quello che potrebbe benissimo essere stato un incidente tecnico. Ma invece di rispondere della mancata informazione, la classe dirigente, ministro per i beni culturali in prima fila, mezzi d'informazione vicini o legati al governo, subito dietro, si preoccupano di far sapere che non hanno apprezzato la breve dichiarazione dell'attore, che ha sprecato così deplorevolmente una rara occasione di mostrare i denti bianchi del suo paese all'intero continente.
Scene (in ordine cronologico):
Elio Germano ritira il premio per Miglior Attore
Le prime reazioni dal ministro dell'istruzione
La replica del ministro dei beni culturali
Voce all'attore su un giornale lontano dal governo
Il risentimento di un giornale legato al governo

La frase prima del the end è rubata al protagonista di questa storiella, l'attore: "Perché si dà tanto peso alle parole di un povero attore, invece di gioire per un successo italiano?".
The end

venerdì 28 maggio 2010

Abbas Kiarostami, regista, Iran


Intervistato a Cannes per il suo ultimo film "Les Herbes folles", Abbas Kiarostami s'è risentito della leggerezza con cui la stampa chiedeva le sue posizioni sull'arresto del regista iraniano JafarPanahi. Circa una settimana dopo l'arresto (il 9 marzo), infatti, Kiarostami ha pubblicato una lunga lettera aperta contro il provvedimento del suo governo sul blog del New York Times "The Lede", che pochissima o nessuna eco ha ottenuto sui mezzi d'informazione europei. Qui c'è il testo completo della lettera.

sabato 15 maggio 2010

Theo Angelopoulos, regista, Grecia


Da un'intervista del 30 aprile apparsa su Antefatto. Appena varcata la soglia dei 75 anni, il regista fa qualche riflessione sulla situazione greca.
Interrogato sulle acque in cui naviga il cinema, ricorda che alcune delle sue cose migliori sono state girate in tempi di regime;è una possibile deriva della produzione culturale([...]
"Ma può essere che i cineasti possano trovare in un frangente così malinconico la spinta per produrre opere migliori, più interessanti di prima."[...]), se uno scalpiccìo di cultura ancora percorre le strade.