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lunedì 18 ottobre 2010

Slavoj Zizek, filosofo, Slovenia


Questo è quanto pensa Zizek, 61 anni, uno degli intellettuali più interattivi con il mondo reale di questi ultimi dieci anni, sull'integrazione razziale, il multiculturalismo liberale, le politiche anti-immigrazione. Pubblicato su The Guardian di Londra lo scorso 3 ottobre, rispolverato dall'ultimo numero (868) di Internazionale (tradotto ma in versione non integrale), in fortuita o presaga coincidenza con le dichiarazioni di ieri della Cancelliera tedesca Merkel a Postdam, dove ha affemato, tra le altre cose, che i tentativi di creare una società multiculturale tedesca sono falliti (fonte del link: BBC News). Da leggere entrambi, senza accontentarsi dei sunti pretestuosi che ne danno i mezzi d'informazione.

giovedì 14 ottobre 2010

Gustavo Zagrebelsky, giurista, Italia


Zagrebelsky ha 67 anni, è stato prima giudice costituzionale poi presidente della Corte Costituzionale italiana tra il 1995 ed il 2004. Oggi insegna Diritto tra Torino e Napoli e scrive interventi su La Stampa e La Repubblica. E' proprio da La Stampa di ieri che presenta un seminario dedicato al filosofo Norberto Bobbio (scomparso nel 2004) che si terrà oggi a Torino. Un pretesto, l'"Elogio della mitezza" (1994), per riflettere sul comportamento umano di fronte alla violenza. Sull'impopolarità di essere miti, sulla necessità di piegare la mitezza all'azione proprio per non tradirla, sul legame, infine, innegabile e colpevole tra il nichilismo sociale e l'eccesso di virtù, che si trasforma a sua volta in vizio e che non protegge nè costituisce soluzione alla violenza di società e politica.

giovedì 23 settembre 2010

Jacques Le Goff, storico, Francia

Jacques Le Goff è uno storico francese alla soglia degli 86 anni. Medievalista, studioso di agiografia, vive e lavora in Francia.
Sul sito dell'editore Laterza (e per concessione, anche su Repubblica di oggi) è stato pubblicato un suo articolo sulla contestata politica francese dei rimpatri dei Rom. In cui non solo rinfresca a chi non l'avesse mai sospettato il passato remoto di mescolanze razziali della razza europea, ma avanza alcune interessanti proposte di integrazione. Possibili a suo dire, ma solo attraverso un veicolo culturale che superi e sostituisca definitivamente le supremazie religiose e politiche.

domenica 6 giugno 2010

Amos Oz, scrittore, Israele


L'intervento è datato 1 giugno, è apparso sul New York Times e di Oz, scrittore israeliano tradotto in gran parte del pianeta, conserva il senso e il tono di altri suoi interventi sulla questione palestinese. Realistici, pragmatici, privi di enfasi ideologiche e orpelli nazionalistici. Da leggere, come i suoi libri sassosi di brezze millenarie.

domenica 30 maggio 2010

Corrado Augias, giornalista e scrittore, Italia

Un commento di Moni Ovadia su L'Unità, che si riferiva al mese di interruzioni di tramissioni politiche prima delle ultime elezioni regionali, mi ha spinto a cercare la dichiarazione di Corrado Augias in apertura di trasmissione su Rai3 dell'8 marzo 2010, che non avevo ascoltato per lunga, ormai, desuetudine al piccolo schermo. Da inserire in raccolta, per la brevità*, l'esattezza e la molteplicità.

*modifico liberamente la rapidità di Calvino, pretendendo di averne colto il senso

sabato 29 maggio 2010

Boris Pasternak, poeta e scrittore, Russia


Voi siete sin da ora invitato alla mia fucilazione
(Boris Pasternak a Sergio D'Angelo, maggio 1956,dopo avergli consegnato il manoscritto del Dottor Zivago per Giangiacomo Feltrinelli)
Nei quattro anni successivi cultura e storia hanno innescato collisioni memorabili. E fatali. Forse vale la pena farsi raccontare di nuovo com'è andata, poi staccare di nuovo gli occhi dallo schermo e continuare a cercarsi attorno.
Prigioniero del Tempo, di Stefano De Luca su Instoria n.29, ottobre 2007

Un povero attore (Elio Germano)



Sinossi: un giovane attore vince il premio per la migliore interpretazione maschile ad uno dei più prestigiosi festival del cinema del continente. Dal palco della premiazione, l'attore ringrazia chi ha creduto nel film e chi nel suo paese lavora sodo nonostante la classe dirigente. L'intervento, trasmesso in leggera differita dal telegiornale pubblico più popolare del paese, viene però inaspettatamente insonorizzato e tagliato, per riapparire una manciata di minuti più tardi e in più angolazioni su youtube. Prevedibili le generali accuse di oscurantismo a quello che potrebbe benissimo essere stato un incidente tecnico. Ma invece di rispondere della mancata informazione, la classe dirigente, ministro per i beni culturali in prima fila, mezzi d'informazione vicini o legati al governo, subito dietro, si preoccupano di far sapere che non hanno apprezzato la breve dichiarazione dell'attore, che ha sprecato così deplorevolmente una rara occasione di mostrare i denti bianchi del suo paese all'intero continente.
Scene (in ordine cronologico):
Elio Germano ritira il premio per Miglior Attore
Le prime reazioni dal ministro dell'istruzione
La replica del ministro dei beni culturali
Voce all'attore su un giornale lontano dal governo
Il risentimento di un giornale legato al governo

La frase prima del the end è rubata al protagonista di questa storiella, l'attore: "Perché si dà tanto peso alle parole di un povero attore, invece di gioire per un successo italiano?".
The end